GUIDA ALLA GESTIONE IMBALLAGGI E RIFIUTI

Conosci, Cambia, Previeni.

Antraseptic con questa guida sulla gestione degli imballaggi e dei rifiuti ti vuole dare una mano durante le due fasi che sono correlate al circolo dei rifiuti.

FASE 1: Al momento della scelta, nelle fasi di acquisto di prodotti a minor impatto ambientale e facili da inserire a fine vita nella filiera del riciclo e/o recupero.

FASE 2: Durante il fine vita di un oggetto ad effettuare una corretta differenziazione dei rifiuti prodotti.

Dove reperire le informazioni per la corretta gestione dei rifiuti e come interpretarle?

Oltre a verificare le indicazioni fornite dal proprio Comune, correlate al sistema di riciclo adottato localmente, un valido aiuto per una corretta raccolta differenziata è rappresentata dai simboli riportati sulle confezioni dei prodotti. I simboli di etichettatura ambientale hanno infatti lo scopo di informare ed aiutare il consumatore al corretto riciclo dei materiali, valorizzando in tal modo il rifiuto prodotto.

La Decisione 97/129/CE (allegati I-VII) ha definito abbreviazioni e numerazione dei materiali (codici alfa-numerici).
Di seguito i principali simboli che incontriamo sulle confezioni dei prodotti che acquistiamo.

I SIMBOLI

Questo simbolo dovrebbe essere applicato sulle confezioni di plastica per indicarne la riciclabilità (CEN/CR 14311:2002). È associato ad un numero o ad una sigla, oppure entrambi e stanno ad indicare il tipo di materiale utilizzato (Decisione 97/129/CE). es. PET (Polietilentereftalato).

Questi simboli analogamente  riportano al loro interno sigle che indicano il tipo di materiale di cui è composto l’imballaggio (Decisione 97/129/CE). es. PET (Polietilentereftalato).

Questo simbolo utilizzato per la marcatura di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), incluse le batterie, indica che tali prodotti devono essere raccolti separatamente dagli altri rifiuti. Il marchio è anche utilizzato, in paesi quali l’Olanda, per invitare la raccolta separata di altri prodotti (pesticidi, solventi e vernici) che contengono sostanze tossiche. Il KCA-logo si riferisce al contenuto piuttosto che all’imballaggio.

Simboli introdotti dal Consorzio Nazionale Imballaggi, per facilitare il consumatore nella gestione della raccolta differenziata. Indica il materiale di cui è composto il prodotto, il tipo di prodotto ed il bidone dove il prodotto stesso va conferito dopo l’utilizzo.

Simbolo del barattolo aperto, indica la durata del prodotto dopo l’apertura (PAO, period after opening). In base ad una direttiva CE tutti i prodotti cosmetici o i prodotti per la cura della persona devono riportare il simbolo PAO. Il numero indica i mesi nei quali il prodotto può essere usato senza rischi dopo l’apertura seguito dalla M che indica l’unità di tempo (il mese).

Marchio istituito dall’European Bioplastics e certificato dalla DIN CERTCO (ente normativo tedesco), indica che il prodotto è biodegradabile e può essere avviato a compostaggio, per tale motivo il materiale può essere raccolto insieme ai rifiuti organici.

LE SIGLE DEI MATERIALI

è la sigla della banda stagnata, il comune lamierino d’acciaio finissimo, nei simboli raccolta differenziata si identifica con il marchio FE all’interno del triangolo con le frecce contrassegnato dal numero 40.

Tipologia rifiuto lattine.

è la sigla dell’alluminio nei simboli raccolta differenziata lo si trova all’interno del triangolo con le frecce contrassegnato dal numero 41.

Tipologia rifiuto lattine.

è la sigla cartone poliaccoppiato cioè prodotto con presenza di altri materiali oltre a quello cartaceo per esempio il tetrapak, ed è uno dei pochi rifiuti composti riciclabili assieme alla carta ed identificati con il marchio CA all’interno dell’esagono.

Tipologia rifiuto carta.

è la sigla che identifica il materiale polietilene che a seconda del tipo di prodotto può essere ad alta densità HDPE o bassa densità LDPE o PELD, nei simboli raccolta differenziata lo si trova all’interno del triangolo con le frecce contrassegnato dai numeri 2 (HDPE) o 4 (LDPE).

Tipologia rifiuto plastica.

è la sigla del polietilene tereftalato nei simboli raccolta differenziata lo si trova all’interno del triangolo con le frecce contrassegnato dal numero 1.

Tipologia rifiuto plastica.

è la sigla generico che identifica tutti i materiali poliaccoppiati che non possono essere destinati alla raccolta differenziata.

Tipologia di rifiuto secco oppure indifferenziata

è la sigla del polipropilene nei simboli raccolta differenziata lo si trova all’interno del triangolo con le frecce contrassegnato dal numero 5.

Tipologia rifiuto plastica.

è la sigla del polistirolo nei simboli raccolta differenziata lo si trova all’interno del triangolo con le frecce contrassegnato dal numero 6.

Tipologia rifiuto plastica.

 è la sigla del polivinilcloruro nei simboli raccolta differenziata lo si trova all’interno del triangolo con le frecce ed il numero 3.

Tipologia rifiuto plastica.

è la sigla del vetro, nei simboli raccolta differenziata lo si identifica con il marchio GL all’interno del triangolo con le frecce contrassegnato dai numeri 70 - 71 - 72.

Tipologia rifiuto vetro.

Visto l’ampio spettro dei materiali plastici utilizzati, nei prodotti in commercio si possono trovare abbreviazioni diverse da quelle previste dalla Decisione 97/129/CE.

Ne sono un esempio:

PTFE
politetrafluoroetilene (Teflon)

ABS
acrilonitrile-butadiene-stirene

PA
poliammide

PC
policarbonato

I tre simboli sopra si trovano su oggetti di vetro come bottiglie, flaconi. Perché ci sono dei numeri all’interno del simbolo che tra l’altro differiscono tra loro? La Decisione 97/129/CE (allegati I-VII) oltre che a stabilire dei simboli e delle sigle per l’identificazione dei materiale, per ogni famiglia di materiale con la numerazione ha voluto specificare una variante del prodotto. Nel nostro esempio il 70 corrisponde al vetro incolore, il 71 al verde ed il 72 al marrone. La tabella di seguito è estratta dalla norma e ci aiuta a capire.

Il conferimento dei rifiuti: le 5 categorie

CARTA

PLASTICA

VETRO

METALLI

INDIFFERENZIATA

ORGANICO

Per completare diamo uno sguardo ai Rifiuti di Apparecchi Elettrici ed Elettronici (RAEE) I RAEE, come specificato dal Centro Coordinamento RAEE, sono classificati in due grandi categorie, a seconda del loro uso. Infatti, possono essere: RAEE Domestici, originati dai nuclei domestici; RAEE Professionali, di origine commerciale, industriale, istituzionale. La normativa individua 5 raggruppamenti di rifiuti hi-tech nei quali vengono smistati a seconda della loro tipologia e in base alle tecnologie necessarie al loro corretto trattamento:

R1 – freddo e clima (frigoriferi, condizionatori e scalda-acqua);

R2 – grandi bianchi (lavatrici, lavastoviglie, forni, piani cottura, etc…);

R3 – tv e monitor;

R4 – piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, apparecchi di illuminazione e altro;

R5 – sorgenti luminose.

APPROFONDIMENTI

Ministero della transizione ecologica
La nuova Linea Guida sull’etichettatura ambientale degli imballaggi
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Conai:
La nuova Linea Guida sull’etichettatura ambientale degli imballaggi
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E-tichetta
Il tool e-tichetta è lo strumento online di CONAI per l’etichettatura ambientale degli imballaggi
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